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Emergenza frane

17 marzo 2010

Dal Giornale di Sicilia del 16 marzo 2010

Case crollate nel giro di poche ore, terreni che spariscono inghiottiti dal sottosuolo, ettari ed ettari di coltivazioni affogate nell’acqua. Un ampio territorio, quello castronovese, devastato dalle frane. In paese, adesso che è spuntato il sole, ci si consola solo al pensiero che gli eventi calamitosi non abbiano fatto vittime.

Particolarmente colpite sono state due aree rurali, le contrade Pietre Cadute e Gurgazzi. Nella prima è crollata la casa di abitazione della famiglia Guarino e un magazzino e una stalla utilizzati della stessa azienda agricola. Attimi di paura e scene apocalittiche con i proprietari aiutati da forze dell’ordine, vigili del fuoco e alcuni volontari che in un paio di ore hanno salvato il salvabile, mettendo in sicurezza animali e oggetti. Poi il crollo, con la casa che è alla fine risulterà trascinata in basso per oltre cento metri. Altre otto aziende sono isolate per gli smottamenti delle strade e senza energia né acqua in seguito alla rottura delle reti. Nelle ultime ore in questa zona si è lavorato anche per scaricare un laghetto nelle vicinanze che rischia di tracimare.

In contrada Gurgazzi, invece, crollata la casa di Francesco Drago, è a rischio il complesso abitativo delle famiglie Bongiovanni e Tinnirello a causa di una frana partita diverse centinaia di metri più a monte dove il terreno è stato inghiottito da laghetti. E adesso il cedimento inizia a minacciare abitazioni più in basso fino in contrada Finocchiara.

A macchia di leopardo sono state danneggiati altri territori: diversi frutteti sono stati allagati in seguito all’esondazione del fiume Platani dei giorni scorsi che ha costretto all’evacuazione di una decina di famiglie che abitano in contrada Carcarazzi. Al momento, però, questa è una delle emergenze rientrate poiché la piena è passata e il fiume è ritornato nel suo alveo naturale.

In questa situazione di allarme il sindaco Vitale Gattuso ha istituito una task force coordinata dal responsabile del Servizio di protezione civile, Cosima Orlando, e composta da Fausto Alfonso, responsabile dell’Ufficio tecnico, i dipendenti comunali Giovanni e Mario Gattuso, il comandante della Polizia municipale, Salvatore Virga, l’assessore Castrenze Scrudato, il consigliere comunale Gianluigi Di Franza, il geologo Gero Giambrone, e alcuni volontari. Un gruppo che, in questi giorni, ha lavorato 24 ore su 24 fianco a fianco con vigili del fuoco, carabinieri e corpo forestale.

In difficoltà anche tutta la viabilità. Interrotti quattro tratti della sp 48 con l’agriturismo Sorgente Refalzafi praticamente inaccessibile. La Provincia dovrebbe intervenire entro giovedì. Quasi crollato un tratto della sp 68 dove è a rischio anche la condotta idrica che approvvigiona la frazione di Marcatobianco dove vivono un centinaio di persone. Viene monitorato anche il costone roccioso che sovrasta il paese che però non desta preoccupazioni. Nel centro storico si sono risvegliate sorgenti sotterranee: l’acqua è entrata in alcune case del quartiere Batia. Il primo cittadino, adesso, ha richiesto lo stato di calamità  e si spera nella possibilità di risarcimenti per aziende e privati.

Anche a Lercara Friddi si sono verificati diversi smottamenti. La strada provinciale che collega il centro con Lercara bassa è impercorribile e difficoltà si sono registrate anche nelle contrade Todaro e ‘Ntrunata. «Anche le strade urbane sono disastrate – sottolinea il sindaco, Gaetano Licata – speriamo che la Regione dia parte fondi previsti per le emergenze anche al nostro territorio».

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