819 views

Una giornata contro ogni forma di violenza sulla donna

10 marzo 2014

2 Sabato 9 Marzo al centro sociale Totò Tirrito si è celebrata una giornata contro ogni violenza sulle donne. Sul palco sono intervenuti gli alunni delle scuole medie il nostro Vice Sindaco Marisa Gentile e il Comandante di Stazione Massimo Zilio. La manifestazione molto sentita e seguita  con grande attenzione da tutti i presenti si è conclusa con il flash mob dei ragazzi e con la consegna di una rosa biancada parte di un ragazzino ad una ragazza come (al di là della tradizione della mimosa) del rispetto che l’uomo deve avere nei confronti della donna sempre.

Di seguito pubblichiamo l’intervento del Vice Sindaco Marisa Gentile:

“Oggi 8 Marzo, Giornata Internazionale della Donna, come Assessore alla P.I. e donna, insieme alle classi terze dell’istituto comprensivo di Castronovo dedichiamo questa giornata per ricordare, come abbiamo visto dalle immagini le conquiste sociali e politiche delle donne, ma soprattutto è un’occasione per rafforzare la lotta contro le discriminazioni e le violenze, un momento per riflettere sui passi ancora da compiere. È un modo per ricordarsi non solo da dove veniamo, noi donne, ma soprattutto è un modo per chiederci dove stiamo andando. . In Italia, dall’inizio del 2013, le vittime di femminicidio sono state 128, le statistiche ci dicono che, in Italia, “la violenza domestica sarebbe la prima causa di morte per le donne fra i 16 e i 44 anni, vale a dire, ogni otto minuti viene uccisa una donna: ne uccide di più l’uomo che non il cancro, gli incidenti stradali, le guerre. La violenza domestica risulta essere la forma di violenza più pervasiva che continua a colpire le donne in tutto il Paese. Il femminicidio si identifica come violenza di genere, e il genere qui è la femmina, fenomeno in aumento che non si può e non si deve più catalogare come un insieme di episodi di cronaca nera perché è una vera e propria drammatica piaga sociale.

2Niente autorizza lo stalker di turno a fare, nella sua mente malata, di una donna un oggetto. Il colpevole è, colui che commette il vigliacco e meschino gesto, la vittima sta dall’altra parte. L’auto colpevolizzazione della donna va scoraggiata. Sicuramente «Non denunciare equivale a ribadire ogni volta la propria colpa». Nessun uomo può annientare l’identità di una donna! Nessun uomo può assoggettarla fisicamente o psicologicamente! Nessun uomo può renderla schiava o ucciderla! Per dare fine a tutto questo bisogna che le donne rompino il silenzio e parlino. Pene certe ai carnefici. Aiuto alle vittime da parte di chi sa ascoltare quelle Parole che non sono solo chiacchiere da salotto, ma confessioni intime e dolorose. Rompere il silenzio significa prendere coscienza e lottare, mentre quando la scelta è un’altra significa uccidere la propria dignità.

La violenza di genere non è una questione di donna, ma una questione di civiltà, si deve agire soprattutto sul binario dell’educazione, della cultura dell’individuo ed è proprio per questo che oggi siamo qui amministrazione comunale, scuola, genitori…. per ricordare, per ricordarci che a noi spetta il compito principale di questa azione educativa sulle giovani generazioni con: la prevenzione del fenomeno della violenza verso le donne, consentendo un percorso di crescita culturale di tutti i ragazzi e le ragazze, l’ insegnamento del rispetto reciproco e della possibilità e necessità di risolvere i conflitti in modo non violento 3perché il rispetto, l’amore non ha nulla a che vedere con il possesso e la sopraffazione e ancor meno con la violenza.”

Articoli Correlati

Comments are closed.